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L’Unione Piloti difende il sistema tariffario

Erice - “Dalla sicurezza della navigazione alla salvaguardia del mare: un percorso che racchiude futuro, scienza, arte e professionalità”. Questo il tema del convegno organizzato dall’Unione Piloti, a margine della 12esima assemblea ordinaria annuale

Erice - “Dalla sicurezza della navigazione alla salvaguardia del mare: un percorso che racchiude futuro, scienza, arte e professionalità”. Questo il tema del convegno organizzato dall’Unione Piloti, a margine della 12esima assemblea ordinaria annuale, che si è svolta sabato 15 giugno nella sede del Centro Ettore Maiorana di Erice e al quale hanno partecipato ospiti importanti.

Ad aprire il seminario, moderato da Fabio Altese, è stato il comandante Vincenzo Bellomo, presidente dell’Unione piloti con una relazione che si è focalizzata sui problemi del pilotaggio: «Da diverso tempo - sostiene Bellomo - si assiste a una sistematica messa in discussione del pilotaggio portuale italiano, definito, con molta superficialità, un sistema antiquato, obsoleto, da superare. L’Unione Piloti è convinta invece che sia un sistema che ha garantito per decenni economicità con alto livello di operatività e sicurezza». Dopo aver ricordato che la sicurezza di cui i piloti, in quanto fiduciari dell’Autorità marittima, sono garanti «giammai deve essere superata e tanto meno forzata in ragione del profitto, dell’aumento del traffico o dell’aumento della produttività» rivendica la validità della formula con cui lo Stato Italiano e i piloti, sin dal 1977, procedono a determinare le tariffe per il servizio in ambito nazionale: «Siamo fermamente convinti che la procedura prevista sia già ispirata alla tutela dell’utenza portuale, fissando i diritti per i servizi di pilotaggio in modo trasparente, obiettivo e non discriminatorio e proporzionali al costo del servizio fornito, con un meccanismo il quale - da 45 anni e in anticipo tra tutti i paesi europei - tiene conto proprio di concetti, fermamente insiti nei propri procedimenti in materia di tutela di tutte le parti attrici dello sviluppo economico, che solo oggi gli altri Paesi membri dell’UE introducono nei loro ordinamenti come innovazioni». «L’Upi - ha proseguito Bellomo - si opporrà fermamente a qualsiasi tentativo di reintroduzione del tema della concorrenza del servizio di pilotaggio, al quale proprio l’Unione europea attribuisce la rilevanza essenziale nella riduzione dei rischi, distinguendolo completamente dagli altri servizi tecnico nautici, escludendolo dall’applicabilità della predetta disciplina di cui al Regolamento 352/2017». Per Bellomo infine la madre di tutte le battaglie resta la difesa del ruolo del Pilota, la cui attività - ha ribadito - viene «espletata a beneficio della sicurezza del Porto nel suo complesso (o delle altre zone in cui si svolge la navigazione), piuttosto che come ausilio alle attività di conduzione e manovra del singolo comandante di nave». Il primo a intervenire è stato il contrammiraglio Roberto Isidori, direttore marittimo della Sicilia Occidentale e comandante del porto di Palermo: «Il pilota - ha ricordato - è da sempre un ausiliario del comandante del Porto perché la sicurezza è il nostro mestiere anche rispetto alla sicurezza ambientale. Proprio sotto questo profilo iI legislatore ha attribuito al pilota il compito di rapportare all’Autorità marittima ogni inconveniente rilevato a bordo di una nave che possa avere implicazioni oltre che per la sicurezza della navigazione anche per l’ambiente marino». «Credere nell’Europa perché senza di essa non si va avanti» è il monito lanciato alla platea da Willy R. Della Valle, presidente di Eact (European Alliance for Coach Tourism), l’associazione europea dei viaggi organizzati in autopullman.

Il pilota-uomo, nel rapporto tra il Comandante della nave, il porto e la città che rappresenta è stato il tema dell’intervento appassionato e ricco di aneddoti del comandante Francesco Bosco, ex capo pilota del porto di Trapani ed ex presidente del Fondo Piloti.

Con l’occasione ha voluto ricordare il gesto di Bellomo, trapanese di nascita, che nel 2014 salvò la vita a un gruista del porto di Taranto finito in mare e per questo gli ha fatto dono di una targa ricordo della Società di Mutuo Soccorso fra gli Onesti Marinai di Trapani. Si è invece focalizzato sulle aree marine protette, l’intervento della Professoressa Greta Tallarini, che insegna Diritto della navigazione all’Università di Bologna.

Tre gli aspetti fondamentali che ha inteso approfondire: la centralità del ruolo dello Stato nel procedimento di istituzione e gestione delle aree marine protette; il sistema di vincoli ambientali all’esercizio delle attività alla luce della più recente giurisprudenza penale; la necessità di uniformare le regole di accesso e di sosta nelle aree marine protette e di promuovere un diporto sostenibile anche con l’introduzione di misure di “premialità ambientale”. La geopolitica del mare è stato l’argomento trattato da Laris Gaiser, analista geopolitico sloveno, manager e consulente economico, che insegna “Politica estera europea e relazioni politiche del Mediterraneo” presso l’Accademia Diplomatica di Vienna.

Dopo aver spiegato che il Mediterraneo e l’Europa rimangono l’area di massima concentrazione dei flussi commerciali mondiali e ricordato alcune dispute come quella tra Slovenia e Croazia che non hanno ancora trovato un accordo sul confine marittimo, si è soffermato sulla sfida della Cina che punta a recitare un ruolo egemone nel mondo, sostenendo che ciò non avverrà perché ha un «problema di strategia» che il politologo Edward Luttwak chiama «autismo da grande nazione».

La Cina - ha spiegato - non è unita come sembra, si concentra sui problemi interni semplificando la politica estera, e pretende, che gli altri stati la considerino come il centro del mondo, il che, ovviamente, crea delle resistenze. E ancora «qualsiasi regime che non rispetta la libertà delle persone prima o poi crolla». La Cina – ha aggiunto - attualmente non ha un mercato interno, ma prima o poi ciò avverrà generando un regime sociale diverso che rivendicherà cambiamenti radicali. Infine l’intervento dell’avvocato Paolo Malaguti, esperto di diritto dei trasporti, accreditato presso il Parlamento Europeo, che ha presentato un’interessante relazione sul Port State Control, l’attività di ispezione da parte degli stati membri del Memorandum of Understanding di Parigi, circa la rispondenza delle navi mercantili agli standard minimi sulla sicurezza della navigazione imposti dalle convenzioni internazionali dell’Imo (Organizzazione marittima Internazionale).

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