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Sangalli: «Trecentomila posti di lavoro dallo sblocco delle grandi opere»

Cernobbio - «Lo sblocco delle opere infrastrutturali porterebbe un incremento di Pil del 2,5% e la creazione di 300mila posti di lavoro». Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Cernobbio - «Lo sblocco delle opere infrastrutturali porterebbe un incremento di Pil del 2,5% e la creazione di 300mila posti di lavoro». Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in conferenza stampa al forum di Conftrasporto a Cernobbio. Sangalli ha sottolineato che la crescita è «una strada obbligata. A partire dai trasporti e dalla logistica che rappresentano una grande opportunità per il rilancio dell’Italia, ma che sono penalizzati dall’eccesso di burocrazia e fiscalità che ancora oggi bloccano troppi cantieri». Ma «la vera scommessa, anche nei trasporti, riguarda il nostro ruolo nel Mediterraneo e in Europa. Perché, in cantieri aperti ed in opere utili e realizzate in tempi ragionevoli, nonostante la centralità del nostro Paese nell’area mediterranea, rischiamo di rimanere fuori dalle principali rotte di merci che sono sempre più attratte non solo dai tradizionali scali nord europei ma anche dalla crescente aggressività e competitività degli altri porti del “Mare Nostrum”».

Il presidente di Confcommercio ha spiegato che «i traffici stradali con l’Europa non godono di miglior salute. Infatti, le politiche di contingentamento ai valichi alpini adottate unilateralmente e senza valide alternative, come i provvedimenti austriaci di limitazione alla circolazione dei mezzi pesanti al Brennero, rischiano di isolarci ancor di più». Per questo serve »una strategia integrata europea per il completamento del disegno delle reti prioritarie di trasporto e per un’accessibilità più sostenibile in termini ambientali, economici e sociali. Le parole d’ordine sono connessioni e intermodalità. «Il bistrattato trasporto su gomma», ha continuato Sangalli, «ha sensibilmente migliorato le proprie prestazioni in campo ambientale. Un impegno per la sostenibilità che coinvolge a pieno titolo anche la filiera marittimo-portuale e l’economia del mare. C’è bisogno di accrescere la competitività delle imprese del settore, per contrastare la concorrenza sleale dall’estero, per garantire adeguate misure di sostegno anche per il rinnovo del parco circolante e delle flotte, velocizzando e ottimizzando, così, il flusso delle merci e dei passeggeri».

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