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Disastro ferroviario a Caluso, un tecnico: «Il Tir era troppo alto»

Torino - Il Tir con il trasporto eccezionale che ha causato la sciagura ferroviaria a Caluso (Torino) «era troppo alto» rispetto ai limiti imposti dalla normativa per i «transiti ai passaggi ai livello».

Torino - Il Tir con il trasporto eccezionale che ha causato la sciagura ferroviaria a Caluso (Torino) «era troppo alto» rispetto ai limiti imposti dalla normativa per i «transiti ai passaggi ai livello». Lo sostiene, conversando con l’Ansa, un ex addetto alla scorta tecnica dei convogli, Stefano De Luigi. «Ho fatto servizi di “scorta tecnica” per 12 anni - premette - e , dopo avere letto tutte le notizie sull’incidente e analizzato le immagini trasmesse dalle tv e pubblicate sul web, è palese che si è dovuto abbassare il rimorchio per farlo passare, perché eccedeva il limite». Secondo De Luigi, «una volta arrivato al centro dell’avvallamento il Tir ha toccato la sede stradale, rimanendo bloccato. Sul posto avrebbero dovuto esserci tecnici di Rfi per abbassare i fili della linea, ma probabilmente la società ferroviaria non è stata avvertita che le misure del Tir superavano i limiti prestabiliti».

Ripresa la circolazione
È ripresa alle 13.40 la circolazione dei treni fra Ivrea e Aosta, sulla linea ferroviaria Chivasso - Aosta. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana hanno concluso la riparazione del guasto al sistema di gestione del traffico danneggiato dall’incidente al treno regionale 10027, deragliato dopo aver urtato un Tir con trasporto eccezionale fermo sui binari. La circolazione ferroviaria - riferisce Rfi - rimane sospesa fra Chivasso e Ivrea. Sono infatti in corso le operazioni di rimozione delle carrozze del treno. Successivamente i tecnici di Rfi inizieranno i lavori per riparare i danni ai binari e ripristinare le condizioni di sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria. La circolazione dei treni anche fra Chivasso e Ivrea riprenderà nella giornata di lunedì prossimo. Per garantire la mobilità è ancora attivo il servizio sostitutivo con autobus fra Ivrea e Chivasso.

“Ripensare i trasporti eccezionali”
L’incidente ferroviario della notte scorsa a Caluso (Torino), sulla linea che collega il capoluogo piemontese a Ivrea, che ha causato due morti nello scontro tra un tir che trasportava un carico eccezionale e un treno regionale «ripropone il tema della sicurezza dei trasporti eccezionali». Lo sostiene Dario Balotta, presidente dell’Onlit, l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni e sui trasporti, secondo il quale «nonostante la rigorosa normativa sul rispetto dei pesi, sulle sagome, sulla velocità e sull’itinerario prescelto e l’obbligo della scorta come in questo caso, questi trasporti continuano a essere troppo pericolosi».
«Non solo - spiega Balotta - non sembra essere stato valutato se il carico dei bilici poteva attraversare il passaggio a livello di Caluso, ma anche pare che non fossero conosciute dagli autotrasportatori le norme da utilizzare quando si è bloccati tra le sbarre». In questo caso, secondo il presidente dell’Onlit, occorre fare presente che «la prima cosa da fare in caso di emergenza per far disporre il segnale a via impedita (rosso), e quindi non far transitare il treno sull’area ferroviaria occupata da un veicolo stradale è urtare o alzare una sbarra di qualche centimetro, così da mandare in blocco il sistema e, di conseguenza, bloccare la corsa del convoglio attraverso il semaforo». Con la “via impedita” il macchinista «è costretto ad attraversare l’area del passaggio a livello in modalità “marcia a vista”», ossia a passo d’uomo.

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