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Ferrazza (Commissione Mit): «Non abbiamo poteri di indagine»

Genova - Non ci sono legami fra la commissione del Mit sul crollo del ponte Morandi e la società Autostrade: lo sostiene il presidente della Commissione, Roberto Ferrazza, già provveditore delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta.

Genova - Non ci sono legami fra la commissione del Mit sul crollo del ponte Morandi e la società Autostrade: lo sostiene il presidente della Commissione, Roberto Ferrazza, già provveditore delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta. «Oggi io sono ancora il provveditore in carica. La mia amministrazione ha ritenuto di affidarmi questo nuovo incarico di presidente di una commissione ispettiva, lo ero già per un fenomeno analogo in provincia di Cuneo nell’aprile 2017. Lo faccio in collaborazione e subordinatamente ai pareri dei due consulenti della procura. Noi non abbiamo possibilità di indagine. Loro hanno un compito di accertamento delle responsabilità, noi abbiamo un compito di verificare che Aspi (società Autostrade per l’Italia) faccia le verifiche necessarie, metta in sicurezza i due tronconi e che si ristabilisca una condizione di normalità per città, sul fronte della viabilità. È quel che stiamo facendo: non c’è una comunanza tra noi e Autostrade per l’Italia come si è voluto forse un po’ pesantemente far pensare».

Ferrazza ha commentato così le ipotesi di sue possibili dimissioni da presidente della commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nominata dopo il crollo di Ponte Morandi. Il possibile passo indietro sarebbe associato alla sua firma sul progetto di maxi intervento di Autostrade per lavori sul ponte. «Ho ricevuto una nomina in Commissione dalla mia amministrazione. Sto svolgendo questo lavoro. Oggi dovrei essere in cantiere - ha detto Ferrazza - Non vedo quel conflitto di interessi che l’articolista dell’Espresso ha voluto evidenziare. C’è forse più ricerca del clamore che la sostanza giuridica. Lo stesso articolista dice che il giudizio era obbligato. Infatti è vero: ai sensi del 215 del codice degli appalti noi siamo tenuti a dare quel parere. Lo abbiamo dato. Credo che la commissione esaminatrice sia stata molto scrupolosa. Lo abbiamo trasmesso tempestivamente a Roma. Questo avveniva 5 mesi fa» ha concluso Ferrazza.

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