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Gelo Toninelli sulla Tav: «Non c’è alcun bando»

Roma - «Non è partito alcun bando, si tratta di manifestazioni d’interesse da parte di eventuali imprese, che durerà tre mesi, e ha la clausola del recesso senza oneri e senza alcuna motivazione da parte dello Stato interessato»: lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli

Roma - «Non è partito alcun bando, si tratta di manifestazioni d’interesse da parte di eventuali imprese, che durerà tre mesi, e ha la clausola del recesso senza oneri e senza alcuna motivazione da parte dello Stato interessato»: lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli a proposito dell’avvio dei lavori dell’Alta velocità ferroviaria Torino-Lione: «Chi oggi afferma - ha detto - che sono stati aumentati i fondi europei del 55% dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire che serve un nuovo regolamento europeo sul Cef (Connecting Europe Facility) in cui devono essere deliberate e accettate le opere in cui aumentare eventualmente quei fondi, ma soprattutto deve esserci una approvazione da parte del Parlamento europeo. Bene chi promette più soldi, ma dicesse agli italiani che deve passare in parlamento e questo regolamento perché sia approvato passeranno due anni». Sull’ipotesi di mini- Tav, il ministro ha spiegato «combatterò tutti i giorni per evitare che l’incuria nella gestione delle infrastrutture italiani non comporti altri ponti Morandi».

PAITA: «TONINELLI VIVE ORMAI IN DIMENSIONE PARALLELA»
«Con le dichiarazioni rilasciate oggi sulla Tav si è finalmente trovata una spiegazione alle ormai innumerevoli gaffe e spropositi tecnici di Toninelli: il ministro delle Infrastrutture vive in un mondo solo suo, parallelo a quello reale».

Lo dichiara Raffaella Paita, capogruppo del Partito democratico in Commissione Trasporti alla Camera, a proposito delle parole del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sull’Alta velocità Torino-Lione: «I bandi per la Tav - spiega - l’Italia ha sole due settimane per decidere ma Toninelli si dice sicuro che si tratta solo di manifestazione d’interesse. La parte di finanziamento comunitaria è salita al 55% ma Toninelli annuncia che serve un nuovo regolamento europeo. Questo tipo di affermazioni, che negano i dati di fatto più elementari, rende evidente che il ministro delle Infrastrutture sembra in preda a una sindrome di dissociazione dalla realtà. Per il bene del Paese e la vitale opportunità di crescita rappresentata dalla Tav, ci auguriamo che il ministro torni nel mondo reale prima possibile. Se continua così Toninelli rischia di svegliarsi per entrare in un incubo. E l’Italia con lui» conclude Paita.

RADICOVA: «IL PROGETTO CONTINUA, UN ERRORE SE ITALIA LO FERMASSE»
«Il risultato dell’incontro di ieri a Parigi è chiaro, il progetto continua»: ad affermarlo, la coordinatrice europea del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, oggi a Torino per un incontro organizzato da Confindustria Piemonte. «Poi da parte dell’Europa - ha aggiunto - c’è il pieno rispetto per le decisioni di ogni governo che può scegliere in qualsiasi momento di ritirarsi, di spendere oppure perdere il denaro messo a disposizione. Certo, se il governo italiano fermasse tutto sarebbe un errore per il futuro dell’Europa».

BOCCIA: «NO ALLA MINI- TAV, SERVE IL PROGETTO ORIGINARIO»
«Il combinato disposto delle Olimpiadi assegnate a Milano e Cortina, del via libera ai bandi per la Tav e lo sblocca-cantieri rappresentano un’importante iniezione di fiducia. Certo, per quel che riguarda la Tav è necessario che venga realizzata secondo il progetto originario. Che non si parli di mini-Tav»: lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenendo all’assemblea degli industriali di Novara e di Vercelli Valsesia.

GALLINA (INDUSTRIALI TORINO): «LA TEMPISTICA È CRUCIALE»
«Siamo soddisfatti di questo passo in avanti sulla questione Tav che continuiamo a presidiare. Il via libera di ieri da parte del consiglio d’amministrazione di Telt ai bandi per i lavori, oltre all’aumento della quota di finanziamento comunitario nella misura del 50% per la tratta nazionale e del 55% per quella internazionale, significa che è stato portato a casa un risultato: il progetto continua. Ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia. E la questione tempo resta quella cruciale, se non vogliamo perdere le risorse».

Lo ha dichiarato Dario Gallina, presidente degli industriali torinesi, a margine della tavola rotonda “Corridoio Ten-T Mediterraneo e Vie della Seta”, promossa da Confindustria Piemonte e Medef, tenutasi questa mattina al Centro Congressi dell’Unione Industriale: «Basti pensare - aggiunto Gallina - che mentre noi siamo qui a discutere su quello che è un piccolo pezzo di un collegamento globale, la Cina ha costruito oltre 20 mila chilometri di tratte ad alta velocità. Questo non è più ammissibile. La volontà dei cittadini è emersa in modo molto chiaro dalle urne delle ultime elezioni, e ho fiducia che il presidente Cirio possa portare avanti un dialogo costruttivo con il Governo e le istituzioni europee. Questo, soprattutto perché il distacco con l’Europa rischia di diventare sempre più grande e di consegnare alle prossime generazioni un’Italia isolata e depressa». Secondo Gallina «le parole della coordinatrice Radicova ci ricordano che l’Europa non è se stessa senza l’Italia, e viceversa. La visione dei padri fondatori prevedeva una realtà unica, in cui merci, persone, idee, talenti potessero circolare liberamente. È a questa idea di progresso e visione che dobbiamo guardare. E chi non ha visione, non fa gli interessi del Paese».

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