SERVICES

«I primi responsabili dell’inquinamento marino in Italia sono i fiumi» / IL CASO

Genova - Giovanni Pettorino, comandante generale della Guardia costiera italiana, sottolinea che «non sono tanto le navi, quanto piuttosto i fiumi la causa dell’inquinamento marino».

Genova - «La presenza di grandi quantità di cotton-fioc su una spiaggia, cosa che ci è capitato di trovare recentemente, rivela che in quel Comune non funziona l’impianto di depurazione», ha raccontato ieri l’ambientalista Mariasole Bianco, durante il convegno “An Oceanic Awakening”, organizzato da Wärtsilä e Guardia costiera in occasione della Genoa shipping week. Il problema del mancato funzionamento o addirittura della mancanza degli impianti di depurazione ha un effetto drammatico sull’inquinamento marino. Al punto che Giovanni Pettorino, comandante generale della Guardia costiera italiana, ha potuto sottolineare che «non sono tanto le navi, quanto piuttosto i fiumi la causa dell’inquinamento marino. In Italia abbiamo corsi d’acqua più inquinati del famigerato fiume vietnamita Mekong. Sappiamo di un fiume su cui si affacciano 27 Comuni, nessuno dei quali ha il depuratore funzionante». Un dato confermato dalla stessa Bianco, presidente della onlus Worldrise: «In Italia un terzo dei Comuni non è fornito di sistema di depurazione adeguato».

Il convegno di ieri ha fatto da cornice alla firma dell’accordo con cui Genova entra nella rete Sea20 Forum, che Wärtsilä ha aperto a grandi città portuali del mondo per sensibilizzarle al rispetto dell’ecosistema marino. Hanno firmato il dirigente dell’azienda finlandese, Andrew Calzetti, e l’assessore allo Sviluppo del Comune di Genova, Giancarlo Vinacci. Al convegno, moderato dal presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, sono intervenuti anche la presidente di Wwf Italia, Donatella Bianchi, il velista Mauro Pelaschier e il segretario generale della Fondazione Acquario di Genova, Antonio Di Natale. Il tema fondamentale che è stato sollevato è la plastica, ma non ci si è fermati a quello. Donatella Bianchi ha segnalato problemi di inquinamento acustico da traffico marittimo nel Canale di Sicilia. «Quasi tutti i principali settori economici nel Mediterraneo legati al mare - ha detto Bianchi - sono in crescita, dalle estrazioni al trasporto mercantile al turismo. Serve una cabina di regia per coordinare la crescita dell’economia blu mettendo al centro la sostenibilità». Bianchi ha anche chiesto il rilancio del santuario dei cetacei Pelagos, che oggi «esiste soltanto sulla carta. Balene e capodogli non si accorgono che ci sia».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››